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RFID
In Europa: Promessa di successo
Autore: Vanson
Bourne -
Pubblicato il 8/03/2004
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Un'indagine
rivela una notevole propensione verso questa
tecnologie da parte dei rivenditori europei e
in particolare italiani. Al di là delle
questioni di sicurezza, e in nome di una
maggiore efficienza. |
Resi noti i
risultati di uno studio completo condotto su 125
tra i maggiori rivenditori europei, sul
tasso di adozione della tecnologia
RFID (Radio Frequency Identification)
nella supply chain. Secondo i risultati della
ricerca, svolta da Vanson Bourne,
analista di mercato indipendente, che ha coinvolto i
maggiori rivenditori in UK, Francia,
Germania, Italia e Spagna, è stato
confermato l’impatto positivo che la tecnologia
RFID avrà sulla supply chain, semplificando
e ottimizzando il tracciamento delle merci,
riducendo in modo significativo il numero di
prodotti che vengono smarriti durante il transito.
Infatti:
- il 41%
dei rivenditori europei sta
pianificando progetti pilota
sull’RFID nel 2004 in quanto ritiene che la
tecnologia consente di raggiungere maggior
efficienza nella supply chain
- benché i due
terzi delle supply chain del retail in Europa
non utilizzi al momento la tecnologia RFID, un
quarto degli intervistati ha indicato
che oltre il 50% di scatole e
pallet in arrivo dai loro fornitori dispone di
tag RFID. Questo numero sembra destinato a
crescere
- dato che il 39%
dei rivenditori prevede entro il 2006
di ricevere tag RFID dai fornitori
su oltre la metà dei colli consegnati
L’RFID in
Italia I dati italiani sono ancor più
promettenti, risultando i più alti in diverse
categorie e sempre più alti della media europea.
- il 38%
ha dichiarato che oltre il 50% di colli
e pallet ricevuti è dotato di tag
(rispetto ad una media europea che risulta
essere del 25%)
- questi dati
positivi sembrano destinati a registrare un
ulteriore incremento nei prossimi anni, con
il 52% dei rivenditori italiani (contro
una percentuale europea del 39%) che ritiene che
entro il 2006 riceverà oltre
il 50% di colli con tag
- secondo questa
prospettiva, la crescita europea entro
il 2006 sarà superiore a quella italiana
- mentre la diffusione
dell’RFID nel nostro paese risulterà
comunque decisamente superiore a quella
europea
- inoltre, il 33%
degli intervistati italiani ritiene che tra
dieci anni tutti i fornitori utilizzeranno l’RFID
(la media in Europa è del 14%)
A ulteriore
conferma del ruolo notevole che la tecnologia RFID
è destinata a rivestire nei prossimi mesi nella
supply chain italiana:
- il 57%
dei rivenditori del nostro paese ha
dichiarato che sta prendendo in considerazione o
pianificando esperienze pilota con l’RFID
nel corso del 2004
- il 52%
dei rivenditori non ritiene che gli
standard di frequenza rappresentino un ostacolo
a tali progetti
- secondo il 37%
neppure i costi possono essere
in alcun modo una barriera all’adozione
dell’RFID
- così come l’acquisizione
del know-how relativo alla tecnologia,
non considerata un ostacolo per il 57%
dei rivenditori italiani
- neanche la sicurezza
viene considerata per più della metà della
supply chain italiana (52%) un
impedimento all’adozione della tecnologia RFID
- inoltre per il 47%
neppure la mancanza di fornitori
ostacolerà l’introduzione dell’RFID
Per quanto riguarda
i vantaggi che i rivenditori
italiani ritengono di poter ottenere
dall’introduzione della tecnologia RFID:
- il 43%
vede come risultato immediato una notevole riduzione
degli sprechi e della perdita di merce
- per il 29%
l’RFID permetterebbe la riduzione
della necessità dell’intervento umano
- per il 29%
aumenterebbero le rotazioni di magazzino
- e per la maggioranza
dei rivenditori italiani (56%)
l’adozione dell’RFID si tradurrebbe in un aumento
dell’efficienza nella supply chain
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