|
|
RFID,
sta arrivando il momento delle PMI
Autore: Marco
Comelli - Pubblicato il 11/03/2004
 |
Le
grandi aziende puntano alla completa
integrazione della propria supply chain,
facendo della padronanza delle tecnologie RFID
la discriminante per la scelta dei fornitori.
L'impatto sulle piccole e medie imprese. |
Sembrava una
"americanata". Nel giugno del 2003 il
colosso dei colossi della grande
distribuzione americana, Wal-Mart,
seccamente comunicava che entro la fine del 2004 i
suoi 100 principali fornitori avrebbe dovuto dotare
ogni cartone e pallet diretto ai suoi magazzini di
etichetta radio (transponder). Tutti gli altri
fornitori, in pratica gran parte delle aziende di
beni di consumo e di beni durevoli operanti negli
Stati Uniti, avrebbe dovuto adeguarsi entro la fine
del 2005. Ai costi attuali dei tag, un fornitore di
alimentari non deperibili (grocery), con un
fatturato annuo di 5 miliardi di dollari, deve
prevedere una spesa aggiuntiva di 33 milioni di
dollari, senza contare l'adeguamento dei sistemi di
gestione del magazzino.
Follie d'Oltreoceano, si sono affrettati a dire gli
analisti, che se mai arriveranno in Europa dovranno
passare alcuni anni, e anche di più per l'Italia. E
invece... E invece anche i giganti della GDO
operanti nel nostro Paese si sono messi in moto con
una rapidità imprevista. Certamente non con la
strategia a bulldozer di Wal-mart, ma comunque in
modo deciso, anche perché i veri benefici
dell'utilizzo dell'RFID nel settore diventano
tangibili solo se sono generalizzati. Una recente
inchiesta della società di consulenza A.T. Kearney
quantificava in un 5 per cento la riduzione della
quantità di merci da tenere a magazzino e del 7, 5
per cento la riduzione dei costi di gestione e
movimentazione per un'azienda della GDO in seguito
all'adozione dell'RFID per la maggioranza delle
merci in entrata.
Colossi come Auchan, per fare solo un nome,
che operano con margini operativi ridotti per la
natura stessa del business di cui si occupano, non
possono non vedere l'interesse che rivestono queste
tecnologie. L'impatto sui fornitori sarà immediato,
anche se forse non con le dimensioni di investimento
che ricordavamo sopra, se non altro per la minore
dimensione media delle aziende italiane. Ma
l'effetto a catena si farà comunque sentire anche
sulle aziende più piccole per un altro fenomeno che
sta guidando l'adozione dell'RFID, e che va ben
oltre i benefici attesi da una più snella gestione
del magazzino della GDO. Le aziende di grandi
dimensioni vedono infatti nell'utilizzo delle
etichette radio la chiusura del cerchio per la
gestione finalmente integrata e automatizzata della
loro supply chain, settore dove hanno
compiuto investimenti colossali negli ultimi dieci
anni anche in Italia.
Ponendo un tag RFID
su ogni contenitore che attraversa la supply chain
di una grande azienda è possibile per quest'ultima
monitorare in tempo reale lo stato delle forniture
da un lato e quello delle consegne dall'altro. Con
l'arrivo poi dei tag scrivibili, ogni fase della
lavorazione e della consegna potrà essere
registrata e rilevata
in modo automatico. E' evidente come queste
innovazioni, se porteranno un forte aumento di
controllo e flessibilità per le grandi aziende,
avranno un grande impatto su quelle piccole e medie
che, soprattutto in Italia, operano spesso come
fornitori di quelle grandi, con livelli di
integrazione nel ciclo di produzione e consegna (il
fenomeno del "terzismo") tra le più
spinte a livello mondiale.
I vantaggi che l'adozione dell'RFID promette alle
grandi aziende sono tali che la pressione sulle
medie e piccole sarà inevitabilmente molto forte,
fino a diventare forse una discriminante nella
selezione dei possibili fornitori. A differenza
infatti del passato, dove erano possibili guadagni
premendo sulla riduzione dei prezzi di fornitura,
ora le grandi aziende si sono accorte che i maggiori
risparmi derivano dalla razionalizzazione dei
propri processi interni, per la quale
l'integrazione della
supply
chain via RFID è una componente
fondamentale. Per fare un solo esempio, secondo un
recente studio di Deloitte, i risparmi possibili
solo nei processi legati alla gestione dei magazzini
sarebbero dell'ordine del 20 per cento, un'enormità
non comparabile a qualunque "limatura" dei
prezzi di fornitura ancora compatibile con i conti
economici dei terzisti a qualità costante.
Di questi argomenti e delle problematiche
tecnologiche e organizzative legate alle tecnologie
RFID si parlerà nel corso di Net@PMI
dal 18 al 20 marzo 2004 alla Triennale di
Milano. Di particolare rilevanza sarà il seminario
previsto nel pomeriggio del 19 marzo e dedicato a
RFD e Supply Chain Management per le PMI, durante il
quale interverranno Tullo Mosele, consigliere di
AILOG e Luigi Battezzati, docente al Politecnico di
Milano e uno dei massimi esperti italiani
dell'argomento, e Massimo
Damiani di Softwork, editore del portale www.rf-id.it.
La partecipazione all'evento è gratuita fino
ad esaurimento dei posti disponibili. Per
l'iscrizione è sufficiente compilare il modulo che
si trova a www.netpmi.it/agenda_2.html.
Per maggiori informazioni: Marco
Comelli
|
|