Il
Tappetificio Nazionale Radici, situato a Cazzano S. Andrea
in provincia di Bergamo e noto per il marchio Sit-in, è una
delle società più significative in Italia e a livello
internazionale nella produzione di tappeti e moquette. Una
delle questioni cruciali che la società ha dovuto
affrontare è stata quella del magazzino e della logistica.
"Nello specifico - ha spiegato Girolamo Tomasoni,
responsabile Edp del gruppo - si trattava di risolvere un
problema legato allo stoccaggio e alla spedizione delle
moquette, che non poteva essere soddisfatto con la già
utilizzata tecnologia barcode. Dopo anni d'impiego del
codice a barre e riscontrati i suoi limiti operativi,
eravamo alla ricerca di una soluzione che consentisse ai
carellisti e ai mulettisti di svolgere la propria attività
di carico e scarico senza impedimenti manuali, con la
garanzia di individuazione del prodotto e la certezza che
quello prelevato fosse corrispondente all'ordine di carico
previsto per l'automezzo. Le elevate distanze di lettura,
considerati gli scaffali alti sino a nove metri, le
condizioni di luce poco favorevoli nonché l'impossibilità
di effettuare con successo rilevazioni stando sul muletto o
sul carrello, causa l'inclinazione di lettura e la
direzionalità a cui la tecnica del bardcode ci costringeva,
hanno determinato la nostra scelta a favore di soluzioni
alternative".
L'azienda così ha individuato e implementato, con l'apporto
del partner bresciano Softwork, una soluzione fondata su tag
Rf-Id (Radio frequency identification, ovvero memorie dotate
di apparato radio rice-trasmittente, dette anche transponder)
e wireless.
La
soluzione individuata
"Per
risolvere tutti gli inconvenienti - ha aggiunto Paolo
Bevacqua, responsabile di progetto della società Softwork -
abbiamo individuato dei tag Rf-Id di tipo passivo, read/write,
che consentono cioè sia di leggere che di scrivere dati o
informazioni; li abbiamo opportunamente rivestiti di
materiale plastico, al fine di poterli riutilizzare una
volta effettuata la spedizione dei prodotti, e li abbiamo
apposti a circa 10mila rotoli di moquette, tramite un
sistema appositamente studiato per la tipologia dei
materiali a cui dovevamo riferirci".
I muletti sono stati così equipaggiati con terminali
portatili muniti di pc card Wireless WiFi (di marca Symbol e
3Com), con schermo di 8" touch screen, con garanzie di
robustezza particolarmente elevate e un ambiente operativo,
Windows, consono con lo standard del tappetificio. Ai
terminali sono stati collegati, tramite l'interfaccia
Rs-232, dei controller (lettori/scrittori di tag)
opportunamente posizionati su ogni muletto o carrello,
mentre in testa, in comunicazione con questi ultimi, sono
state predisposte le antenne per la rilevazione automatica
dei transponder.
I terminali comunicano con il sistema informativo aziendale
tramite una rete Wireless a 11 Mbit basata su standard
802.11b, la cui installazione è stata fatta a seguito di
una preventiva analisi di copertura. Tale verifica ha
determinato il conseguente insediamento di otto access point
Symbol, consentendo così ai muletti/carrelli di operare in
tutti i magazzini con la certezza di avere sempre il segnale
di rete e, quindi, la possibilità di interagire (o più
semplicemente ricevere informazioni) dal sistema informativo
centrale.
"Questo nuovo sistema - ha concluso Piero Brunelli,
responsabile divisione moquette - ci ha fatto risparmiare
notevole tempo nella ricerca e nella conseguente spedizione
del materiale, migliorando la qualità operativa, sveltendo
l'attività di carico/scarico del magazzino, riducendo
l'errore umano e i conseguenti costi di gestione".
Il
funzionamento all’interno del sistema gestionale
Il
sistema informativo del tappetificio Radici sfrutta un
server gestionale amministrativo in ambiente Unix con
database Oracle. Sono poi presenti un server per l’office
automation e uno per la communication, basati su Windows
2000, e un ulteriore server per la gestione della produzione
con database Sql. La rete locale è di tipo Ethernet.
Per le operazioni di carico magazzino, i rotoli di moquette
preesistenti sono stati preventivamente identificati,
associando a ognuno di essi un tag Rf-If da 13,56 MHz. Sono
state, quindi, assimilate automaticamente le loro
ubicazioni, rilevando con l’antenna Rf-Id il tag
corrispondente all’articolo e trasmettendo le relative
coordinate al sistema di gestione della produzione, tramite
il collegamento Wlan 802.11b e il portatile che equipaggia
ogni muletto. Queste informazioni sono state contestualmente
integrate nel sistema amministrativo grazie alla rete
locale. I nuovi rotoli di moquette prodotti, o quelli
modificati, sono invece identificati attribuendo loro un tag
in produzione, a seguito dell’operazione di “taglio”,
e quindi collocati in magazzino, rilevando la loro posizione
secondo lo schema precedentemente descritto.
Lo scarico di magazzino avviene invece in questo modo. Dal
sistema gestionale amministrativo pervengono al responsabile
delle spedizioni, tramite rete locale, i vari packing list
riferiti alle spedizioni del giorno. Con un’apposita
procedura, il responsabile trasmette (via wireless) agli
operatori sui muletti le informazioni relative ai prodotti
da prelevare e le loro ubicazioni. Il programma prevede
anche l’ottimizzazione dei percorsi e dei prelievi che
ogni operatore deve effettuare.
Prelevando
il prodotto, il riscontro avviene in automatico, in quanto
sullo schermo del portatile, viene decodificato il tag e
quindi descritto l’articolo corrispondente. Se il prelievo
è corretto, una volta caricato l’automezzo,
l’informazione perviene automaticamente, tramite la rete
wireless, al sistema gestionale amministrativo, il quale si
farà carico di produrre il documento di spedizione
corrispondente.
Una volta terminato il carico degli automezzi, i tag vengono
staccati dai rotoli, quindi disassociati dagli articoli
spediti e recuperati per ripercorrere nuovi processi.
Tag
Rf-Id, quando utilizzarli non è solo utile ma
indispensabile
Come
nuova frontiera dell’identificazione automatica, la
tecnologia Rf-Id si affianca ad altri metodi, primo tra
tutti il codice a barre, ma anche la banda magnetica o la
smart card. Le caratteristiche peculiari di questa tecnica
fanno sì che essa stia prendendo sempre più piede, nelle
realtà produttive e commerciali.
Le componenti interessate sono, di fatto, tre: i tag a
radiofrequenza (13,56 MHz, 125 MHz, 2,45 GHz o 5.8 GHz),
i lettori/scrittori di tag, i controller e le antenne per
ricevere e trasmettere dati.
I tag (o transponder),
che a seconda del campo di applicazione, assumono forma,
dimensione e consistenza diverse (etichette, bottoni,
capsule, e via dicendo) possono essere di tipo attivo
(muniti di batteria interna, trasmettono autonomamente il
segnale e sono adatti per situazioni che richiedono la
possibilità di lettura/scrittura a distanze fino a 10/15 m)
o di tipo passivo (più economici, privi di batteria,
consentono di trasmettere e ricevere dati a distanze di
10/80 cm).
I
lettori/scrittori di tag possono essere di tipo palmare (per
il rilievo sul campo), portatile (per l'installazione su
muletti e carrelli) oppure fissi (per il controllo di
varchi, di linee di produzione o di specifiche aree di
attività) e possono leggere/scrivere su uno o più tag
contemporaneamente.
Le antenne sono di norma associate ai lettori/scrittori di
tag o ai controller, che fungono da interfaccia tra le prime
ed eventuali pc, Plc o sistemi host a cui devono riferirsi
per lo scambio dei dati.
Ma quando e perché utilizzare un sistema Rf-Id? Lo abbiamo
chiesto a Cesare Ferro, responsabile commerciale della
società Softwork, di Concesio (Brescia), specializzata in
sistemi d'identificazione nei processi industriali e
logistici, con soluzioni fondate su questa
architettura.
“L'utilizzo di tag a radio frequenza – ha spiegato Ferro
- consente di risolvere molti problemi in campo industriale,
laddove risulti necessario, per esempio, che il prodotto
assuma automaticamente linee di produzione diverse. Oppure
quando è fondamentale aggiornare e consultare gli eventi
produttivi, logistici e di analisi dei materiali, dovunque
questi si trovino, senza accedere necessariamente alle
risorse del sistema informativo aziendale, ma semplicemente
rilevando l'informazione sul tag che accompagna il prodotto.
Altre situazioni d'interesse sono quelle dove gli operatori
devono lavorare a mani libere e non possono essere
ostacolati da sistemi di lettura/scrittura manuali, oppure
nei casi in cui le alte temperature dell'ambiente in cui
deve essere effettuata la rilevazione non consentono
l'utilizzo di bande magnetiche; o, ancora, quando la lettura
di smart card o codici a barre è difficile da effettuare,
per esempio per la distanza, o risulta imprecisa o
macchinose, come negli ambienti molto sporchi, dove il
codice a barre diviene inutilizzabile perché
illeggibile”.
I
tag a radiofrequenza possono essere di dimensioni molto
ridotte, dell'ordine di qualche millimetro, e assumere
forme, adattandosi a molte altre applicazioni, oltre a
quelle industriali e logistiche. Ecco qualche esempio:
anticontraffazione di beni di lusso (abbigliamento, borse,
cinture, liquori/vini e profumi); gestione parcheggi, varchi
o accessi controllati; lavanderie industriali;
vigilanza/sorveglianza e sistemi di sicurezza;
rintracciabilità dei bagagli negli aeroporti; ricerca delle
pratiche all'interno di grossi archivi; carte prepagate
(club, palestre, piscine) per l'accesso a determinati
servizi; identificazione animali domestici con transponder
inserito o di animali di allevamento.