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Case
History RFId
Automazione &
Controllo di Processo
L’RFID gestisce
la movimentazione del carbone e ne previene i rischi
in caso di anomalie nel trasporto: il caso ENEL
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End User |
Centrale Termoelettrica ENEL di Brindisi
La
centrale di Brindisi Sud, uno dei principali
impianti termoelettrici di ENEL Divisione
Generazione ed Energy Management, è
costituita da quattro sezioni a vapore da
660 MWe che generano energia dalla
combustione del carbone.
La movimentazione del carbone è uno degli
aspetti più critici da gestire in quest’impianto
di produzione d’energia, dove occorre
garantire la continuità del servizio
riducendo al minimo i rischi di
indisponibilità: riuscire ad individuare
precocemente le anomalie nei sistemi di
trasporto consente quindi una migliore
gestione dell’esercizio e delle
manutenzioni, evitando importanti
ripercussioni economiche ed ambientali. |
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Soluzione |
Il
carbone arriva via mare nell’avamporto di
Brindisi ed è trasportato su nastro, con una
lunghezza variabile da qualche centinaio di
metri a circa 7 km, all’interno della
centrale lungo un percorso di circa 13 km,
consentendo il trasferimento di circa 2000
tonnellate/ora di carbone.
La complessità del sistema di trasporto
carbone può portare a dover gestire una
serie di possibili anomalie che possono
compromettere il processo di trasferimento e
generare, nei casi più gravi, rischi
d’incendi o contaminazioni ambientali; in
particolare, le anomalie più difficili da
individuare colpiscono i nastri (es. rotture
improvvise nelle giunzioni, buchi o tagli
che, nei casi più gravi, richiedono la
sostituzione di lunghi tratti di nastro).
Allo scopo di limitare questo rischio, ENEL
Ricerca ha adottato un sistema di visione
che identifica in linea i difetti
superficiali nei nastri, ne ricava le
dimensioni e ne segue l’evoluzione,
integrato da
SOFTWORK con la tecnologia RFID
per garantire una localizzazione sicura e
precisa di una posizione a cui riferire le
anomalie.
La
soluzione prevede l’inserimento dei tag
RFID passivi all’interno del nastro e
l’installazione di un Lettore RFID completo
di antenna opportunamente dimensionati per
rilevare in modo automatico il transito e
leggere le informazioni codificate contenute
nella memoria.
Il sistema, in particolare, rileva la
chiusura di un contatto dal lettore RFID,
una volta riconosciuta la presenza del Tag
di riferimento, in modo che possa azzerare i
conteggi per ricalcolare la posizione in un
nuovo giro del nastro. Eventuali altri Tag
posizionati sul nastro hanno solo lo scopo
di mantenere una storia degli interventi di
manutenzione, non devono manifestare la loro
presenza se non attraverso la lettura dei
dati contenuti in memoria. |
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Benefici |
L’integrazione RFID ha permesso di
raggiungere una doppia finalità: rilevare il
punto “0” (zero) del nastro trasportatore
durante i transiti ad ogni giro completo e
mantenere una storia delle manutenzioni
memorizzando alcune informazioni utili a
catalogare la tipologia degli interventi, i
tempi e le modalità d’esecuzione.
La soluzione RFID racchiude anche altri
vantaggi: flessibilità d’utilizzo e capacità
di memorizzare e leggere dati ed
informazioni utili alla gestione automatica
dei processi produttivi, alla loro
manutenzione, al controllo di qualità e alla
tracciabilità di cose o persone. |
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Architettura RFID |
I dispositivi RFID di SOFTWORK
utilizzati nelle prove di validazione sono
di tipo HF (13,56 MHz), racchiusi in box con
un grado di protezione (Industrial
Protection) IP 54/65 per il montaggio in
ambienti industriali. |
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